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Cannabis

Cannabis sativa L., questo è il nome botanico della canapa, una specie vegetale appartenente alla famiglia delle Cannabaceae, una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni di cui fa parte anche il Luppolo (Humulus lupulus L.).

Originaria dell’Asia centrale, è conosciuta sin dall’antichità per le sue ottime fibre tessili e per le sue proprietà curative.

Caratteristiche generali

La Cannabis è una pianta annuale, caratterizzata da una radice a fittone e da un fusto eretto o ramificato che presenta escrescenze resinose. Possiede due tipologie di foglie: quelle a ventaglio, ampie, composte da 5-13 lobi lanceolati a seconda della varietà, con margini seghettati e le foglie resinose, molto più piccole e localizzate nelle estremità delle inflorescenze, di forma allungata e ricoperte da cristalli di resina.

Le piante di cannabis sono dioiche ossia si distinguono in individui caratterizzati dalla presenza di fiori femminili e maschili. In rari casi un unico esemplare, detto ermafrodito, può sviluppare entrambi.

I fiori femminili, localizzati nelle cime, sono costituiti da un calice e dai pistilli e, se fecondati, dal polline maschile, daranno luogo allo sviluppo dei semi. I fiori maschili sono costituiti da strutture simili a sacche che, aprendosi, disperdono il polline nell’aria (impollinazione anemofila).

Degni di nota sono i tricomi, delle piccole strutture ghiandolari localizzate nelle cime e nelle foglie resinose che sono particolarmente ricchi di cannabinoidi e terpeni.

Tassonomia

I botanici non concordano sulla classificazione tassonomica di questa pianta tuttavia, al solo scopo di semplificazione, si possono distinguere tre specie:

    • Cannabis sativa: caratterizzata da scarsa ramificazione e da foglie lobate e sottili, supera i due metri di altezza. Predilige ambienti caldi.
    • Cannabis indica: raggiunge un’altezza di circa 1,5-2 metri ed è caratterizzata da foglie con lobi più ampi e da alta ramificazione. È in grado di adattarsi anche a climi piuttosto rigidi.
    • Cannabis ruderalis: non supera il metro di altezza, è priva di rami ed è in grado di crescere in ambienti freddi con inverni piuttosto lunghi. L’induzione della fioritura non è causata da variazioni della durata del giorno (fotoperiodo), infatti queste varietà vengono dette “auto-fiorenti”.

Indica e Sativa sono varietà fotoperiodiche, ovvero caratterizzate da un ciclo vitale che può essere diviso in due parti: crescita e fioritura. Le piante possono infatti crescere molto alte rispetto alla Ruderalis, il cui ciclo vitale, invece, non può essere diviso poiché inizia il suo processo di crescita e fioritura già dalla germinazione: di conseguenza la pianta è infatti molto più piccola.

Principi attivi e coltivazione

La cannabis contiene centinaia di composti bio-attivi, che insieme formano il cosiddetto fitocomplesso. Di questi, più di 140 fanno parte della famiglia dei cannabinoidi, il resto sono terpeni e flavonoidi.
CBD e THC sono i cannabinoidi più conosciuti e studiati: il CBD (Cannabidiolo) possiede proprietà terapeutiche sull’organismo umano e animale, interagendo con tutti i nostri sistemi (nervoso, articolare, gastrointestinale, muscolare e immunitario) ed è presente in differenti concentrazioni per ciascuna varietà. Il THC è la molecola principalmente responsabile degli effetti psicotropi ma possiede anch’esso effetti terapeutici. In ogni caso, quando si parla del potenziale della cannabis in ambito di prevenzione e terapia, bisogna considerare l’effetto dell’intero fitocomplesso caratteristico di ogni varietà, perché è la sinergia tra le numerose sostanze che rende possibile “efficacia e sicurezza” nell’impiego di questa pianta in ambito medico.

La “Cannabis light” è derivante dalla coltivazione di infiorescenze femminili di Cannabis Sativa L, con un contenuto di CBD molto variabile e un tenore di THC conforme alle prescrizioni ed ai limiti quantitativi previsti dal DPR 309/90 (contenuto di THC nelle inflorescenze non superiore allo 0,5%).

Altri termini da sapere

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